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Sa di carne ma non lo è: le startup dell'hamburger sostenibile


Negli ultimi anni documentari come Cowspiracy e libri come Se niente importa di Jonathan Safran Foer hanno evidenziato la disastrosa impronta ecologica dell’industria dell’allevamento e ci hanno messo davanti all’evidenza che consumare carne a piacimento è diventato un lusso che il pianeta non può più permettersi: l’allevamento industriale è responsabile del 18% delle emissioni globali di gas serra e 1/3 della terra (escludendo quella ricoperta dai ghiacci) è attualmente utilizzato per tenere al pascolo animali o produrre colture destinate ad alimentarli.

Ma se le conseguenze ecologiche del mercato alimentare della carne diventano sempre più note, in molti non sono in grado di ridurne il consumo nella propria dieta, soprattutto per una questione di gusto. Alcune startup statunitensi, in puro stile Silicon Valley, sembrano intenzionate a cambiare le nostre abitudini, questa volta alimentari, sostotuendo la carne che finirebbe normalmente nel nostro piatto con alternative, vegetali e non solo, frutto di ricerche altamente tecnologiche e dal sapore straordinariamente simile a quello originale.

Beyond Meat conta tra i suoi investitori Bill Gates e il co-fondatore di Twitter Biz Stone. I loro prodotti sono a base di proteine vegetali e vengono lavorati in modo da ricreare le stesse strutture fibrose di quelle animali. Secondo il fondatore di Beyond Meat Ethan Brown, l’obiettivo di creare un prodotto indistinguibile dalla carne reale finora è stato raggiunto all’80 per cento, sufficiente però a far dichiarare, già nel 2012, al giornalista gastronomico del New York Times Mark Bittman di non essere in grado di riconoscere la differenza tra un piatto di pollo e la versione vegetale di Beyond Meat.

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