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Jolie, il colore come espressione del piacere del caffè

I colori sono potenti attivatori cerebrali e il potere di suggestione che esercitano è particolarmente alto quando in ballo c’è la scelta di un oggetto o l’empatia per un brand. Un elemento, la cromia, che è parte integrante della user experience e che rappresenta, per il consumatore, una vera e propria scelta identitaria.

Per chi ama i colori ma anche il caffè, che a sua volta regola importanti processi neuronali, sarà parecchio stimolante scegliere il colore della propria Jolie, la nuova macchina per caffè espresso di Lavazza A Modo Mio, che riscrive le regole nel segmento del porzionato per uso domestico.

In un oggetto piccolo e leggero si condensa un alto tasso di innovazione, ma anche il design e il ventaglio cromatico di Jolie contribuiscono alla riconcettualizzazione del rito e della tradizione dell’espresso. Un piacere sempre più giovane, social e al contempo un’esperienza offline che resiste bene al cambiamento.

Quattro sono le opzioni cromatiche di Jolie: rosso, celeste, bianco e lime.

Più che colori, autentici dress code che parlano agli amanti del caffè: al consumatore riflessivo, che cerca nella tazzina una pausa dal mondo; a quello passionale, che usa il caffè come mezzo per confrontarsi con gli altri; a quello più attento alla prestazione della sua macchina espresso e ai cambiamenti nell’offerta di aromi e sapori.

La veste cromatica si sovrappone a un design italiano che conquista istintivamente, senza bisogno di ulteriori mediazioni.

In termini di prestazioni e design, non sarà quindi difficile pensare Jolie come un’ottima idea regalo per chi ama l’espresso fatto a casa come al bar.

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