Home / Lubux / Il turista è un pericolo per i luoghi protetti?

Il turista è un pericolo per i luoghi protetti?


Non solo cambiamenti climatici, inquinamento, disastri ambientali e guerre. I luoghi e le attrazioni mondiali che più sono a rischio di scomparsa/danni irreparabili devono fare i conti con un altro, temibilissimo pericolo: il turista. A sottolinearlo è una ricerca Australiana sul presente e il futuro della Grande barriera corallina, secondo cui l’afflusso di turisti proveniente da tutto il mondo per “vedere questo spettacolo della natura prima che sia troppo tardi” starebbe di fatto accelerando i tempi del declino.

Questa sorta di sindrome che va sotto il nome di Fomo (fears of missing out, ovvero la paura di perdersi qualcosa) porterebbe infatti orde di persone più o meno consapevoli del proprio impatto ambientale proprio in quei luoghi dove gli equilibri risultano già precari. Come la barriera corallina australiana, appunto, o meraviglie architettoniche dell’antichità come Machu Picchu in Perù, dove ogni giorno approdano oltre 3 mila persone. Soluzioni? Sì, finire sotto il cappello protettico dell’Unesco può aiutare, quantomeno per raccogliere fondi e finanziamenti che coprano le spese per restauri, messe in sicurezza, campagne di sensibilizzazioni & co.

Per il resto, però, è necessario educare a un turismo sostenibile, magari con flussi controllati o con un tetto massimo prestabilito di visite giornaliere. Le infrastrutture legate a queste attrazioni, dagli hotel alle strade, passando per locali e negozi, dovrebbero in questo senso dare il buon esempio.

Approposito Diesel

Ciao, sono il Fondatore di Lubux!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *