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Eco-safari: il lato responsabile del turismo in Africa

Viaggi intrapresi con la volontà di immergersi davvero nello spirito e nella bellezza dell’Africa, preoccupandosi di aiutare lo sviluppo delle popolazioni locali e di tutelare l’ambiente e gli animali. Spesso gli alloggi sono capanne dotate di diversi comfort, ma costruite secondo le tecniche della tradizione, con i materiali che la natura del luogo offre (dalla terra cruda alla pietra galana, passano per il legno e la canapa di cocco).

Volendo, si può partecipare in prima persona alle attività della comunità, come la raccolta del tè e del mais. E al contempo si aiuta la comunità stessa a prendere coscienza delle proprie risorse naturali.

Ad organizzare e promuovere questo modello di eco-turismo, sono società specializzate come Mamasavana: nata da un gruppo di amici appassionati di Africa e di safari, questa agenzia propone itinerari organizzati in Kenya e in Tanzania, che si aggirano intorno ai 2000 euro a testa per due settimane di avventura. “Safari in lingua Swahili significa viaggio – si legge sul sito di Mamasavana -. Viaggio non solo fisico, ma anche spirituale. Non un semplice viaggio nella natura selvaggia ed incontaminata, ma un viaggio dentro se stessi, dove il contatto con la terra della grande Madre Africa ci riconduce alle nostre radici. Vorremmo poterti raccontare di più, ma sappiamo bene che certe emozioni non si possono raccontare, solo vivere. E neppure vogliamo farti venire voglia di partire: la voglia è probabilmente già dentro di te”.

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