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La bici vota Brexit: il 62% dei negozi specializzati inglesi contro l’Ue

articolo di Alessandro Di Stefano pubblicato su rivista BC

Il dato potrebbe non stupire visto che a Boris Johnson, nuovo re della Brexit e sindaco di Londra fino a pochi mesi fa, gli inglesi hanno dedicato la flotta del bike sharing nella capitale, ribattezzandole Boris Bikes. E infatti secondo un sondaggio condotto tra le attività aderenti all’Association of Cycle Traders (ACT), che ne raggruppa oltre 4mila, il 62% dei negozi di biciclette ha votato perché il paese abbandonasse il tavolo dei 28 (ormai ex) paesi membri.

Proprietari di negozi, meccanici, rivenditori, operatori del settore, insomma più dei tre quinti di chi lavora attorno alla bicicletta ha votato a favore della Brexit. Ma come si spiega se già il mondo bici oltremanica perde più del 10% ogni anno? Per alcuni il bicchiere resta mezzo pieno: in una Gran Bretagna fuori dall’Europa, con un’economia che naviga a vista, mentre si attende la crescita del prezzo del petrolio, la speranza è che i britannici prendano meno l’auto e più le biciclette.

Dopotutto la bicicletta continua a piacere da quelle parti.

Tra quel 52% di britannici che ha avallato la Brexit si conta anche la maggioranza assoluta degli impiegati nel settore delle due ruote fotografata nel sondaggio ACT. Sono loro a chiedere oggi a Boris Johnson – difficile, visto il suo ritiro dalla corsa a primo ministro – di rendere il Regno Unito bike friendly come Londra. Restano invece i timori dei mercati per il settore turistico: a subire il colpo della Brexit saranno anche le agenzie cicloturistiche che puntano molto sui viaggi all’estero.

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