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Sony PS-HX500, il giradischi che converte i vinili in digitale

Nella prima settimana di dicembre, nel Regno Unito, le vendite dei vinili hanno superato quelle della musica online. Un dato che, nell’epoca post-iPod e della musica digitale, può sorprendere ma testimonia quanto gli LP e i supporti analogici siano tornati di moda, segnando numeri in crescita un po’ in tutto il mondo – in Giappone, ad esempio, sono rimasti lo strumento principale con il quale le persone ascoltano la musica, anche se Spotify e Apple Music sono sbarcati di recente nel paese per provare a scardinare questa lunga tradizione. D’altronde, è difficile comparare un disco in vinile con un mp3: i primi hanno una qualità e una resa acustica irraggiungibili per un brano digitale; i secondi costano dieci volte meno e si possono portare in tasca sullo smartphone, il tablet o sul proprio laptop. Sono due mondi essenzialmente opposti: se cerchi la comodità e la facilità d’uso scegli la musica digitale, se ti piace ascoltare un artista come se fossi al concerto, ti compri un giradischi.

Sony ha cercato di unire queste due realtà, lanciando il PS-HX500, un giradischi che ti permette di avere in formato digitale, la qualità del vinile. Abbiamo deciso di provarlo per capire se il dispositivo è all’altezza delle aspettative.

Dal punto di vista estetico, il giradischi ha un design minimal e elegante, che fa figura in qualsiasi salotto – anche se il coperchio di protezione in plastica non è bellissimo come il resto dell’apparecchio. Il piatto in alluminio pressofuso a inerzia elevata assicura un equilibrio ottimale tra forza e massa con un’ottima aderenza assicurata da un tappetino di gomma che riduce la risonanza superflua, generando un suono pulito. Il sistema di trasmissione a cinghia è affidabile, pur essendo soggetto ad usurarsi a lungo andare, e non ci sono ammortizzatori in grado di attutire eventuali colpi sulla superficie. Ma, come già detto, le vere qualità di questo giradischi sono all’interno: il convertitore interno trasforma il flusso analogico in file DSD o WAW a 24bit di profondità, integrandosi perfettamente nell’universo Hi-Res di Sony. Basta collegarlo al pc, scaricare l’editor gratuito “Hi-Res Audio Recorder” e catturare i brani che ti interessano.

Dalla nostra prova, la conversione è facile e veloce: servono pochi passaggi – spiegati bene a video – per ottenere il massimo risultato. Ma c’è un grosso problema: se vuoi ascoltarti le tracce con lo standard Hi-Res di Sony, preparati a comprare un pc, un impianto stereo o uno speaker che supporti questo tipo di file, altrimenti ti troverai con un grosso file che il tuo pc non sarà in grado di aprire. Essendo un ecosistema (chiuso) creato dai giapponesi, questo è il piccolo prezzo da pagare per poter avere le sfumature del vinile in versione digitale.

Approposito Antonio

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